12/08/2010
Luordes
Lourdes
Era una collinetta spoglia, con una piccola grotta ,quella scelta dalla Vergine Maria per apparire a Bernardette Soubirous l’11 febbraio del 1858.
Dopo quella prima visita ne seguirono altre, 17 in tutto.
Eppure fino a quel momento Lourdes è un anonimo paese nel nord della Francia, uno dei tanti. Anche Bernardette è una ragazza tra le tante.
E’ la quattordicenne con l’animo più puro? La più ardente di fede? La più innamorata di Maria? Probabilmente no, eppure la Vergine ha scelto lei … le vie del cielo sono misteriose.
Da allora sono passati oltre 150 anni e tutto a Lourdes è cambiato. E’ stato costruito un grande apparato turistico-religioso: tre basiliche, due cappelle, e altri edifici: uno per le confessioni, uno per il bagno con l’acqua miracolosa, un grande punto informazione-libreria per accogliere i pellegrini.
Appena usciti dal perimetro religioso entriamo nella bagarre commerciale: montagne di souvenir, un susseguirsi di bar, ristoranti, gelaterie e infine gli alloggi con alberghi e pensioni. Il business di Lourdes.
Nel giorno di Santo Stefano, il 26 dicembre però, alle sette del mattino, le strade sono ancora deserte. Ancora l’alba non si decide a schiarire il cielo e solo nei pressi del santuario c’è qualche movimento in preparazione della prima messa.
Fuori dal paese la strade sono completamente vuote.
Solo un cagnaccio, bastardo e randagio, annusa tutto e cerca qualcosa per riempirsi lo stomaco. Con le prime luci del giorno vede tre uomini procedere nella sua direzione.
Sono cenciosi, sporchi e puzzano maledettamente. Il cane si avvicina ringhiando pronto ad assalire quello che valuta il più debole. Gli uomini non hanno paura, non scappano, anzi uno dei tre si fa avanti con un bastone, pronto a colpire. Ora è il cane che scappa, ha trovato ossi troppo duri per lui.
“Con la fame che abbiamo, se ti prendo ti facciamo arrosto”.
E’ Carlo, il più giovane , che ancora agita il bastone.
Carlo ha 18 anni, è italiano e come gli altri non conosce una parola di francese.
08:55
Scritto da: storia60a
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19/06/2010
La confessione
D’un tratto ecco strani rumori in fondo alla chiesa. Vicino al portone d’ingresso sono apparsi una decina di gendarmi, in divisa, armati, truci. Chi li avrà chiamati? Forse i preti?
Stanno controllando i documenti, soprattutto a quelli con l’aria da straccione o da sbandato.
Raf fa cenno agli altri due “ Non perdiamo la testa o siamo fregati, cerchiamo di non dare nell’occhio”
Stefano: “I confessionali, ce ne sono tanti e quasi tutti vuoti, è la nostra sola possibilità…”
E’ Carlo il primo ad entrare nel confessionale, trova un prete italiano.
Dopo le formule iniziale, un attimo di silenzio, il prete lo guarda “Dimmi figliolo”
Carlo non sa che dire, è nervoso e arrabbiato, non certo pentito. Poi gli viene spontanea una domanda:
“Padre, lei ci crede vero nella resurrezione?”
“Certo, figliolo, come Gesù, tutti un giorno risorgeremo”.
“Ma potrebbe succedere che una persona risorge ora, senza aspettare la fine del mondo?”
“Se leggi il vangelo vedrai che ci sono almeno 2 persone risorte pochi giorni dopo essere morte, Lazzaro e una giovinetta, li fa risorgere Gesù”
“E se qualcuno si rendesse conto di essere morto e risuscitato subito, senza averlo chiesto a nessuno, a molti chilometri di distanza?”
“Ma perché sei così interessato, figliolo, hai fatto una esperienza personale o è solo un dubbio?”
“Padre io ero nell’aereo che è caduto vicino al Marocco, ieri. Ora sono qui. Non so perché, non so come. Mi è venuto un dubbio: ho pensato alla mia vita, io sono cattivo, molto cattivo. Se esiste un inferno ci vado di sicuro. Forse Dio da un’ultima possibilità?”
“Dio è il padre buono, quello che non dice uno parola con il figlio che è andato via e ha bruciato tutte le sue ricchezze. Se pensi che Dio ti ha dato una possibilità, anche immeritata, ringrazialo e usala.”
“Ma io sono confuso, non potrò mai meritarmi un regalo come questo.. io non potrò mai esser un bravo ragazzo, riesco solo ad essere arrabbiato, con tutti, con Dio, e anche con Lei”
Carlo si alza, si guarda intorno, gli sbirri stanno andando via, ha la testa sottosopra, più che arrabbiato è molto turbato
09:24
Scritto da: storia60a
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17/05/2010
L’omelia
Il 26 dicembre il tempo è terribile a Lourdes: freddissimo, vento gelido, nevischio.
Raf, Carlo e Stefano vengono fatti uscire dal dormitorio, dove hanno passato la notte, con modi gentili ma decisi.
All’aperto non si può stare, è troppo freddo.
Decidono di rifugiarsi in chiesa, si siedono e cominciano a guardarsi intorno.
C’è la messa, un prete italiano sta celebrando, non possono fare a meno di ascoltarlo:
“..perchè e facile pensare solo a questa vita, credersi eterni, farsi travolgere da tutto quello che ci bombarda: centro commerciali, cinema, pubblicità, miti dello sport, il collega pieno di successo, l’amico che ti da consigli, ma noi cristiani sappiamo che non è questo il nostro mondo.”
“La vita terrena ha una durata molto breve, noi aspettiamo la resurrezione per la vita eterna.”
“La resurrezione, questa è la nostra meta, quanti miracoli sono stati raccontati nella storia della chiesa, quelli di Gesù, quelli dei santi..ma la resurrezione .. è qualcosa di straordinario”
“Pensate ai nostri defunti, a che cosa resta dopo pochi anni: poche ossa dentro una scatolina, un pugnello di cenere, addirittura quei poveretti di Hiroshima, dopo la bomba atomica si sono dissolti…”
“ed ecco, tutti, ma proprio tutti ritroveremo il nostro corpo, quello attuale, con la carne e….vivremo per sempre…”
“che cosa avremo meritato: premio o castigo? Abbiamo tutto il tempo per decidere come vogliamo passare la vita eterna…”
Raf, Carlo e Stefano si guardano, sono presi da un senso di angoscia, e se fosse vero?
Scuotono la testa, come per scacciare pensieri nuovi e fastidiosi.
08:42
Scritto da: storia60a
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